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Bilancio: di verifica, a scalare o a sezioni contrapposte?

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Bilancio: di verifica, a scalare o a sezioni contrapposte?

Per chi come me è entrato nel mondo contabile quando ancora a scuola ci si formava con gli esempi di contabilità a ricalco e di schede mobili (l’aggettivo di vintage non è più appropriato, è più consono definirla archeologia), può essere più facile di altri comprendere la struttura del bilancio e scegliere quali formati utilizzare.

Potrebbe essere invece più difficile per chi non ha avuto la possibilità di acquisire formazione, che sia scolastica o che sia on the job, capirne la composizione, i vari formati e gli usi del report di bilancio.

Non andrò a spiegare come leggere i valori di bilancio e come essi vadano interpretati, ma mi fermerò solo ai vari formati e agli usi. Ma prima di tutto:


Come si compone un report di bilancio?

Il bilancio di compone attraverso l’esposizione raggruppata dei saldi ottenuti dalla composizione delle schede contabili dei conti, che abbiamo già avuto modo di trattare in passato in questo articolo.

Un elemento fondamentale per richiedere la rappresentazione di un report di bilancio, è la data. Se non impostata, tipicamente i sistemi restituiscono un elaborato con tutti i movimenti inseriti fino ad oggi. Sappiamo tuttavia che non sempre è possibile inserire la contabilità in modo tempestivo:

  • Non è detto infatti che le fatture appena emesse siano già state contabilizzate, ma tipicamente lo sono prima degli acquisti!
  • Non sempre per gli acquisti già fatti, le fatture sono già arrivate dai fornitori.
  • Non è detto che la contabilità di cassa e banche sia rilevata in modo tempestivo ma venga imputata solo quindicinalmente.

Ecco che quindi, per richiedere l’elaborazione di un prospetto di bilancio, affinché esso sia coerentemente rappresentato, è opportuno richiederlo ad una data dove sappiamo che le rilevazioni contabili sono state effettuate tutte, e magari anche corredate dalle rettifiche opportune quali rilevazione di rimanenze, ratei e risconti e stime di costi di ammortamento.

Sempre relativamente a concetti basilari come la data, cerco di rispolverare qualche altra regola definita per la contabilità:

  • i conti di natura patrimoniale hanno un saldo progressivo nel tempo: a ogni fine esercizio contabile la prassi vuole che vadano chiusi e poi riaperti l’anno successivo per il medesimo importo, ma il loro saldo lo vedremo sempre incrementato.

Come? Se per esempio un anno acquisto un macchinario, il cui acquisto viene imputato ad un conto patrimoniale perché di fatto è un acquisto che aumenta il valore dei miei investimenti, e l’anno successivo ne acquisterò un secondo, quando andrò ad interrogare il bilancio avrò esposto la somma dei due acquisti.

  • I conti di natura economica invece hanno un saldo che si azzera ad ogni fine esercizio. Il valore delle merci che ho acquistato per la mia attività di commercio lo scorso anno sono rappresentate nel bilancio fino alla data fine esercizio dello scorso anno e non si sommano agli acquisti di merce di quest’anno.

Scopo infatti della contabilità generale è quello di arrivare al bilancio di esercizio, e quindi di misurare, attraverso il conto economico, il risultato (utile o perdita) prodotto dall’azienda ogni anno attraverso la gestione. Altresì attraverso lo stato patrimoniale, la contabilità quantifica il capitale e la liquidità disponibile in un dato momento, attraverso la rappresentazione degli investimenti e dei finanziamenti (debiti e capitale proprio).

Chiaro fino a qui? Andiamo quindi a ragionare sui formati di report più classici:


Report di “dare / avere” o “di verifica”

Report adatto tipicamente ai controlli contabili e meno a leggere l’andamento dell’impresa. Normalmente espone il nome del conto, la descrizione, il saldo iniziale, il progressivo Dare, il progressivo Avere e il Saldo del conto alla data. Per il concetto che abbiamo visto all’inizio, il saldo è il medesimo che vedremmo interrogando la scheda contabile alla stessa data.

Nell’esempio di cui sotto potremmo dedurre che il saldo finale è dettato dalle vendite (rappresentate dal progressivo Avere) e da un valore di note di credito/resi registrati, rappresentate dal saldo Dare. La prevalenza di un saldo Avere nel conto economico, viene rappresentata con segno meno.

Immagine111


Va detto che questo tipo di report è più che altro un inventario di conti contabili alla data e non ha grandi caratteristiche di bilancio. Tuttavia, una esportazione in excel di questo report potrebbe essere la giusta forma di comunicazione con il vostro commercialista, con chi di fatto andrà a redigere e presentare il Bilancio secondo le norme.


Report di “bilancio a scalare”

Tipicamente usato per il conto economico, il formato “a scalare” vede il valore dei ricavi con di seguito la diminuzione per effetto dei costi diretti a trovare il margine lordo, per poi andare ad affinare sempre di più il risultato aggiungendo ricavi non inerenti all’attività, a loro volta rettificati da costi indiretti, e andando alla fine all’esposizione delle tasse per arrivare in fondo ad un risultato netto. Man mano che si scende verso il basso quindi, la sottrazione di diverse classi di costo offre risultati intermedi di bilancio.

Non è ancora molto amato dai piccoli imprenditori ma ha vantaggi indiscussi come per esempio il veloce raffronto di periodi differenti o nella costruzione degli indici di bilancio.


Report di “bilancio a sezione contrapposte”

Anche se superato dall’entrata in scena dello schema di bilancio della IV direttiva CEE, d’obbligo per le società di capitali dal 1993, il bilancio a sezione contrapposte continua ad essere amato e richiesto inaspettatamente da parecchi imprenditori. Nella loro testa continua la visione di seguito descritta:

  • “mettimi a destra i conti attivi del patrimoniale e alla mia sinistra i conti passivi: la differenza dei due totali (destra meno sinistra), se positiva so di essere in avanzo se negativa sono in disavanzo.
  • Allo stesso modo mettimi a destra tutti i costi e a sinistra i ricavi. Fammi la differenza tra i due totali, se è positiva, (i costi sono maggior dei ricavi) sono in perdita. Se è negativa, sono in utile.”

Graficamente la rappresentazione sicuramente di facile interpretazione:

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Diventa molto utile poi, come accennato in precedenza, ai fini di veloci valutazioni sull’andamento, per tutti questi report:

  • Aggiungere le colonne con i medesimi saldi periodo precedente con la relativa differenza

Immagine333

  • Aggiungere al report anche l’elenco dei saldi contabili alla data di tutti i business partner (clienti e fornitori)
  • Filtrare un report per un solo business partner: otterrò quando il cliente o fornitore movimenta e quanto sono esposto..

 

Se fino a qui abbiamo visto formati di report di bilancio ad uso controllo e verifica, indispensabili per tutte le aziende, gradi e piccole, anche quando la contabilità ufficiale è gestita e certificata dal commercialista, esiste poi anche il vero e proprio bilancio, che le società di capitali vanno a depositare.

Il formato è stato sancito da una norma entrata in vigore non più tanto recentemente e si correda da prospetti differenti a creare un unico plico che va depositato annualmente alla camera di commercio.

Trattasi comunque di un bilancio riclassificato, secondo una direttiva CEE, che richiede una rappresentazione riclassificata dei conti secondo uno schema fisso che rende quindi omogenea e confrontabile la rappresentazione del bilancio tra aziende differenti.

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